Dalla ricognizione dei fondi alla consegna dei file master: tempi, verifiche intermedie e vincoli di conservazione che accompagnano ogni incarico affidato all'istituto.
Dalla prima ricognizione sull'archivio alla consegna dei file master, ogni passaggio ha tempi, responsabilità e verifiche precise. Qui trovi l'ordine reale delle lavorazioni, non una sequenza ideale.
Un restauratore e un archivista esaminano i fondi sul posto: stato delle legature, umidità residua, presenza di muffe o inchiostri ferrogallici instabili. Si compila una scheda per ogni unità archivistica con formato, consistenza e priorità di intervento. Nessun documento lascia la sede in questa fase.
In base alla schedatura scegliamo le tecniche: consolidamento a secco, velo di seta, colla d'amido o ricucitura dei fascicoli. Il protocollo indica anche cosa non fare, cioè gli interventi esclusi perché rischiosi per quel tipo di supporto. La direzione dell'ente approva prima dell'avvio.
Il laboratorio lavora a banchi separati: da un lato il restauro materiale, dall'altro la scansione su culla a V con illuminazione LED a bassa emissione UV. I file master vengono acquisiti a 600 dpi con profilo colore calibrato, mentre i derivati per la consultazione restano leggeri. Ogni giornata produce un rapporto fotografico interno.
I file vengono collegati alle schede descrittive secondo lo standard MAG, con dati su autore, datazione, filigrana e note di conservazione. Questa è la fase più lenta e meno visibile: senza metadati coerenti, la digitalizzazione resta un archivio di immagini difficilmente interrogabile.
Un campione del dieci per cento viene riaperto e confrontato con l'originale: leggibilità, corrispondenza delle pagine, integrità dei metadati. Le anomalie si correggono prima della consegna, non dopo. Il collaudo si chiude con un verbale firmato da entrambe le parti.
Consegniamo i master su supporto dedicato, i derivati per la consultazione online e una copia dei metadati in formato aperto. I documenti restaurati tornano in sede con una relazione tecnica che descrive gli interventi eseguiti e le condizioni di conservazione raccomandate per gli anni successivi.
I tempi indicati valgono per fondi di media consistenza. Raccolte più ampie o con gravi danni da umidità richiedono una fase di ricognizione più lunga, che concordiamo prima di qualsiasi preventivo.
Prima di aprire un fondo o toccare una carta, definiamo insieme tempi, vincoli e responsabilità. Qui trovi cosa aspettarti in ogni fase, dalla ricognizione iniziale alla consegna dei materiali digitali, e quali decisioni restano in capo all'ente committente.
Un nostro restauratore e un archivista visitano la sede per misurare formati, rilevare lo stato di conservazione e stimare il numero di unità. Ne esce un preventivo di tempi realistico, non una stima di massima.
Pergamena, carta filigranata e registri rilegati richiedono tecniche diverse: consolidamento a secco, velo di seta, ricucitura dei fascicoli. Nessun trattamento standardizzato applicato a tappeto.
Scansione a 600 dpi con culla a V regolabile e illuminazione a bassa emissione UV. I file master restano in formato non compresso, i derivati vengono prodotti per la consultazione online.
Ogni immagine viene corredata di descrizione archivistica, riferimenti cronologici e note di restauro. Il tracciato è pensato per l'interoperabilità con i sistemi informativi già in uso presso biblioteche e poli museali.
Prima della consegna definitiva, il committente esamina un campione di unità restaurate e digitalizzate. Le osservazioni vengono integrate senza costi aggiuntivi entro i limiti concordati in fase di sopralluogo.
Riconsegna dei materiali fisici, trasferimento dei file su supporto concordato e sessione di formazione per il personale interno. Restiamo disponibili per chiarimenti nei mesi successivi alla chiusura della commessa.
Per capire come questi passaggi si traducono in un progetto concreto, vedi la pagina Offerte oppure consulta le Soluzioni per archivi e biblioteche.