Voci da chi ha lavorato con i nostri fondi
Qui raccogliamo riscontri concreti: cosa è stato consegnato, come si è lavorato sui documenti, quali problemi sono emersi e come sono stati risolti. Nessun numero gonfiato, nessuna promessa generica.
Ci hanno affidato un fondo di registri parrocchiali del Settecento con legature strette e inchiostro ferrogallico. La culla a V regolabile ha permesso di aprire i volumi senza forzare le cuciture, e i metadati consegnati erano già allineati allo standard che usiamo internamente. Un dettaglio che di solito tocca a noi sistemare a posteriori.
Archivio diocesano, digitalizzazione di 42 registri
Il codice membranaceo presentava macchie di umidità su un terzo delle carte. Hanno scelto il consolidamento a secco invece della bagnatura, motivando la scelta con i test preliminari. Le note marginali a inchiostro sono rimaste leggibili. Il rapporto finale indicava anche le controindicazioni emerse, cosa rara e utile per il nostro prossimo intervento.
Biblioteca capitolare, restauro di un codice trecentesco
Dovevamo datare carte notarili prive di indicazione cronologica. Il confronto con i repertori Briquet e Zonghi è stato fatto con metodo, e ci hanno segnalato le varianti locali non catalogate invece di forzare una data unica. Il risultato è un intervallo di datazione motivato, non una certezza finta.
Soprintendenza, analisi di filigrane su fondi notarili
Collaboriamo da due anni su iniziative di tutela e convegni. La parte organizzativa è solida: tempi rispettati, materiali pronti prima delle scadenze, contatti con i poli museali gestiti senza rimpalli. Quando è servito rivedere il programma di una giornata, la comunicazione è stata diretta e senza giri di parole.
Polo museale regionale, collaborazione continuativa