L'Istituto collabora con enti di conservazione, atenei e musei italiani su progetti di tutela documentaria: dalla catalogazione dei fondi alla digitalizzazione, fino alla formazione del personale interno. Qui trovi come si costruisce un accordo di collaborazione e cosa comporta per le istituzioni coinvolte.
Se curi un fondo documentario, un archivio diocesano o una collezione privata, la collaborazione si costruisce in due passaggi: una ricognizione condivisa dei materiali e un accordo scritto su tempi, criteri di intervento e responsabilità di custodia.
Scrivici indicando la natura del materiale, la consistenza approssimativa e lo stato di conservazione. Da lì valutiamo insieme se il percorso più adatto è il restauro, la digitalizzazione o un affiancamento scientifico su un progetto già avviato.
Risposta entro pochi giorni lavorativi. Per i fondi già censiti è utile allegare una scheda descrittiva, anche sintetica.
Se preferisci capire prima come lavoriamo, leggi la pagina Offerte e ambiti di intervento oppure consulta i percorsi di collaborazione.
Archivi di stato, biblioteche civiche, soprintendenze e laboratori di restauro che hanno condiviso con noi campagne di digitalizzazione, depositi librari e cantieri su fondi manoscritti. Qui sotto qualche traccia di come lavoriamo insieme, con i tempi e i vincoli che ogni istituto porta con sé.
La campagna è durata undici mesi, con acquisizione a 600 dpi e culla a V per i volumi con legatura stretta. Il collaudo dei metadati MAG è stato fatto insieme ai funzionari dell'istituto, fascicolo per fascicolo, prima del riversamento nel sistema di conservazione.
Convenzione triennale, referente Dott. Gerlando De SantisConsolidamento a secco con velo di seta e colla d'amido, senza bagnature, per non intaccare le note marginali. Il codice era arrivato con oltre quaranta carte macchiate di umidità e fascicoli smontati: la ricucitura è stata rifatta rispettando la cucitura originale.
Intervento in laboratorio, scheda tecnica consegnata all'istitutoAbbiamo curato la postazione di consultazione per i ricercatori: profilo colore calibrato, visore per documenti rilegati e un piccolo archivio locale dei file derivati. La parte più lunga è stata la formazione del personale di sala, non l'hardware.
Collaborazione avviata nel 2023, prorogata per il biennio successivoOltre duecento filigrane rilevate e confrontate con i repertori Briquet e Zonghi, con alcune varianti locali non catalogate. Il lavoro serve a datare carte prive di indicazione cronologica, e i limiti del metodo sono stati discussi apertamente nel rapporto finale.
Ricerca condivisa, pubblicazione nei quaderni dell'istitutoFormati irregolari e inchiostri ferrogallici hanno richiesto una scansione con illuminazione LED a bassa emissione UV e un controllo qualità sui file master prima della restituzione. Le legature strette non sono state aperte oltre il limite consentito.
Deposito temporaneo, restituzione a lotti trimestraliDue giornate di lavoro con restauratori, archivisti e storici dell'arte, con una sessione dedicata ai cantieri minori e alle buone pratiche di conservazione preventiva. Gli atti vengono raccolti e distribuiti alle biblioteche aderenti.
Partecipazione aperta, sede itinerante tra le città della rete