Istituto Heironymous

Chi siamo e cosa difendiamo ogni giorno negli archivi

L'Istituto Heironymous nasce da un gruppo di archivisti, restauratori e bibliotecari che da anni lavorano a stretto contatto con fondi storici, carte notarili e manoscritti conservati in istituti pubblici e privati. Prima di qualsiasi progetto, ci interessa capire da dove viene un documento, chi lo ha prodotto e in quali condizioni è arrivato fino a noi.

Il nostro modo di lavorare parte da un principio semplice: nessun intervento sul patrimonio storico è neutro. Per questo valutiamo sempre la storia materiale del supporto, la provenienza del fondo e le esigenze dell'ente che lo custodisce, prima di proporre una linea di restauro o una campagna di digitalizzazione.

Perché l'Istituto Heironymous esiste

Non ci occupiamo di conservazione come gesto simbolico. Un fondo archivistico dimenticato in un solaio comunale, un registro parrocchiale con le cuciture rotte, un carteggio notarile mai inventariato: sono problemi concreti, con tempi, costi e decisioni tecniche. Lavoriamo su quelli, con le mani in pasta e con la documentazione che serve a chi verrà dopo di noi.

Prima il documento, poi il racconto

Ogni intervento parte dall'esame diretto del materiale: supporto, inchiostro, legatura, stato di conservazione. Le scelte di restauro o digitalizzazione si giustificano con rilievi e test, non con l'entusiasmo del momento. Se un trattamento rischia di compromettere note marginali o timbri, lo scartiamo e cerchiamo un'altra strada.

Archivi accessibili a chi li deve usare

Un inventario chiuso in un cassetto non serve a nessuno. Lavoriamo perché ricercatori, studiosi locali e uffici comunali possano raggiungere i materiali senza dover ricostruire ogni volta la storia del fondo. Metadati chiari, riproduzioni consultabili, riferimenti incrociati tra serie e registri.

Collaborazioni con chi conserva davvero

Soprintendenze, archivi di Stato, biblioteche civiche, poli museali: sono loro a custodire il patrimonio sul territorio. Il nostro ruolo è affiancarli con competenze tecniche specifiche, senza sovrapporci. Convegni, giornate di studio e cantieri condivisi nascono da rapporti costruiti nel tempo, non da un bando vinto.

Formazione come parte del lavoro

Chi entra in un archivio deve sapere cosa sta maneggiando. Organizziamo momenti di formazione per operatori, volontari e personale amministrativo: come si movimenta un registro rilegato, come si legge una filigrana, quando conviene fermarsi e chiamare un restauratore. È una parte meno visibile, ma cambia la sorte di molti fondi.

L'effetto che ci interessa non è un comunicato stampa. È un fondo inventariato, un manoscritto stabilizzato, una riproduzione digitale che arriva a chi studia la storia locale senza dover viaggiare. Su questo misuriamo il nostro lavoro.

Direzione scientifica

Erminia Battaglia

Coordina la programmazione dei fondi e decide quali collezioni entrano nel piano di digitalizzazione annuale. Ha lavorato per dodici anni su archivi notarili dell'Italia meridionale, con particolare attenzione ai registri rilegati in pergamena.

Descrizione e metadati

Luna Sartori

Redige le schede di descrizione archivistica e cura la struttura dei metadati per i materiali digitalizzati. Proviene da una formazione biblioteconomica e ha seguito la migrazione di due cataloghi storici verso standard interoperabili.

Laboratorio di restauro

Nestore Costa

Interviene su carte degradate, cuciture compromesse e supporti membranacei. Lavora a secco quando possibile, per non alterare note marginali e annotazioni a matita; le bagnature le riserva ai casi in cui il test preliminare le giustifica.

Relazioni con enti e studiosi

Dott. Gerlando De Santis

Segue i rapporti con archivi di stato, biblioteche civiche e poli museali, oltre alle richieste di consultazione di studiosi e dottorandi. Tiene traccia delle convenzioni attive e delle richieste di riproduzione a fini di ricerca.

Le richieste di collaborazione, sopralluogo o consultazione passano da un primo colloquio con la direzione scientifica.

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