Ricercatori alle prese con un fondo notarile incompleto, parrocchie che devono mettere in sicurezza i propri registri, soprintendenze che coordinano la digitalizzazione di più sedi: qui raccogliamo situazioni ricorrenti, con i vincoli che portano con sé e il tipo di risultato che chi ci lavora si aspetta di ottenere.
Scenari di lavoro
Qui raccogliamo situazioni concrete che ci vengono sottoposte da archivi di stato, biblioteche civiche e poli museali. Ogni scenario indica il punto di partenza, il tipo di lavoro richiesto e cosa cambia per chi conserva il materiale.
Il volume arriva con cuciture allentate e carte allentate dai fascicoli. Prima di qualunque scansione serve un intervento di consolidamento a secco: pulitura meccanica delle carte, verifica degli inchiostri ferrogallici e ricucitura dei fascicoli sciolti. Solo dopo si procede alla digitalizzazione con culla a V regolabile, così il registro non viene mai aperto oltre il limite che la legatura consente.
Quando i protocolli non riportano indicazioni cronologiche, la filigrana diventa l'ancoraggio principale. Confrontiamo le carte con i repertori Briquet e Zonghi, segnaliamo le varianti locali non catalogate e proponiamo una datazione per intervalli. Il risultato è una scheda descrittiva che accompagna il fondo e ne rende utilizzabile la consultazione anche senza data certa.
Pergamena degradata e note marginali a rischio: in questi casi evitiamo le bagnature e scegliamo un consolidamento con velo di seta e colla d'amido. Il lavoro si articola in smontaggio dei fascicoli, test preliminari su carte di guardia e ricucitura finale. Le controindicazioni emerse durante i test vengono documentate e condivise con l'ente proprietario prima di procedere.
La richiesta più frequente riguarda la consultazione remota di serie documentarie continue. Impostiamo la scansione a 600 dpi con profilo colore calibrato, strutturiamo i metadati secondo lo standard MAG e verifichiamo la qualità dei file master e derivati. Il personale dell'ente riceve una guida per la consultazione interna e per la gestione delle richieste esterne.
Capita spesso che un ente abbia materiale pronto ma non un momento pubblico in cui presentarlo. Organizziamo il convegno accademico insieme alla biblioteca: definizione del tema, contatti con i relatori, coordinamento con i poli museali coinvolti e preparazione degli apparati di sala. Il fondo restaurato o digitalizzato diventa il centro dell'incontro, non uno sfondo.
Per capire come questi scenari si traducono in un percorso di lavoro, vedi le offerte dell'istituto oppure le soluzioni per archivi e biblioteche.
Le schede di scenario descrivono situazioni ricorrenti, non promesse. Qui trovi le precisazioni che usiamo quando un ente, un privato o una biblioteca ci chiede di intervenire su un fondo documentario. Servono a evitare equivoci su competenze, tempi e responsabilità prima di qualsiasi sopralluogo.
Il nostro intervento si ferma dove inizia la ricostruzione arbitraria del testo. Integriamo lacune solo quando esistono riscontri documentari o copie di confronto. Se una carta è troppo degradata per essere trattata, lo diciamo in fase di valutazione e proponiamo la conservazione passiva in cartella a microclima controllato.
Le immagini che produciamo non sostituiscono l'originale e non ne certificano lo stato giuridico. Sono copie di consultazione con metadati descrittivi e tecnici. La validazione archivistica resta in capo all'ente detentore, che firma il verbale di presa in carico dei file master.
Su archivi parrocchiali, capitolari o di famiglia operiamo solo con autorizzazione scritta del legittimo detentore o dell'autorità competente. Non gestiamo contenziosi sulla proprietà dei documenti e non interveniamo su materiale di provenienza incerta o segnalato come sottratto.
I convegni che organizziamo hanno carattere scientifico e divulgativo. La partecipazione di relatori esterni non implica alcun rapporto di consulenza continuativa con l'Istituto. Gli atti vengono pubblicati solo dopo revisione dei contributi e consenso degli autori.
Non rilasciamo stime di mercato su manoscritti, incunaboli o opere d'arte. Possiamo documentare lo stato di conservazione e le condizioni materiali di un bene, ma la valutazione economica va affidata a periti iscritti ai ruoli competenti.