Il lavoro dell'Istituto si articola in tre ambiti distinti ma collegati tra loro: il recupero materiale dei supporti, la riproduzione digitale dei fondi e l'assistenza scientifica a enti che conservano patrimoni cartacei. Ogni intervento parte da una ricognizione preliminare sullo stato di conservazione.
Ogni richiesta che arriva in istituto segue lo stesso percorso, dalla prima telefonata alla consegna della relazione finale. Qui sotto trovi le fasi così come le gestiamo davvero, con i tempi tecnici e i materiali che ciascuna comporta.
Si parte da una segnalazione scritta: fondo, consistenza, stato di conservazione presunto. Se il materiale è in sede, fissiamo un sopralluogo per misurare formati, verificare legature e umidità relativa degli ambienti. In questa fase raccogliamo anche la documentazione pregressa, se esiste.
Analisi non invasiva su campione: pH della carta, presenza di inchiostri ferrogallici, stabilità dei supporti membranacei. Ogni pezzo viene schedato con numero di inventario provvisorio, dimensioni e note sulle lacune. Il risultato è una scheda tecnica che accompagna il fascicolo per tutto l'incarico.
Definiamo le operazioni ammesse e quelle escluse, con le controindicazioni emerse dai test. Per i manoscritti scegliamo tra consolidamento a secco, velo di seta o ricucitura dei fascicoli; per i cartacei valutiamo pulitura meccanica e deacidificazione. Il progetto viene discusso con il committente prima di toccare il materiale.
Intervento in laboratorio con documentazione fotografica dello stato prima, durante e dopo. In parallelo, se previsto, acquisizione a 600 dpi su culla a V regolabile con illuminazione a bassa emissione UV. I file master restano separati dai derivati destinati alla consultazione.
Descrizione secondo lo standard MAG, controllo di nitidezza, profilo colore e integrità dei file. Confrontiamo i derivati con l'originale per escludere tagli di margine o perdite di leggibilità nelle note marginali. Eventuali rifacimenti si fanno in questa fase, non dopo la consegna.
Restituiamo il materiale con relazione tecnica, schede aggiornate e, dove richiesto, il pacchetto digitale pronto per l'archiviazione. Indichiamo anche le condizioni di conservazione consigliate e gli interventi futuri da mettere in calendario. Chi vuole seguire l'iter dall'inizio può consultare la pagina Process; per gli aspetti applicativi rimandiamo a Solutions.
I tempi variano molto con la consistenza del fondo: un registro singolo e un archivio parrocchiale completo richiedono percorsi diversi. In sede definiamo insieme le priorità.
Cosa cambia, in concreto
Non un elenco di buone intenzioni, ma le prestazioni che attiviamo quando un archivio, una biblioteca o un museo ci affida materiale da studiare, restaurare o rendere consultabile. Ogni voce indica cosa facciamo e a cosa serve, così è chiaro dove il nostro intervento si inserisce nella filiera della tutela.
Interveniamo su carte degradate, inchiostri ferrogallici e legature compromesse con tecniche reversibili: consolidamento a secco, velo di seta, colla d'amido. Il risultato è un documento stabilizzato che resta leggibile e non perde le note marginali, spesso la parte più preziosa per la ricerca.
Acquisizione a 600 dpi su culla a V regolabile, illuminazione a bassa emissione UV, profilo colore calibrato. Consegniamo master e derivati con metadati strutturati secondo lo standard MAG, pronti per il dialogo con i cataloghi nazionali e i portali aggregatori.
Prima di toccare un registro, serve sapere cosa contiene. Schediamo serie, fascicoli e unità archivistiche, segnaliamo lacune e anomalie, e produciamo strumenti di ricerca utilizzabili anche da chi non è uno specialista del fondo.
Affianchiamo soprintendenze, diocesi e amministrazioni locali nella programmazione degli interventi: priorità, condizioni ambientali di conservazione, gestione dei depositi. Un supporto tecnico che tiene conto dei vincoli di bilancio e delle scadenze istituzionali.
Organizziamo giornate di studio su filigrane, datazione, conservazione preventiva e digitalizzazione, con relatori da università e poli museali. Sono occasioni per mettere in circolo metodi e casi concreti, non per celebrare il patrimonio in astratto.
Lavoriamo in rete con istituti che conservano collezioni affini alle nostre competenze: mostre documentarie, prestiti per esposizioni, progetti condivisi di catalogazione. Il valore sta nel far dialogare fondi che di solito restano separati.
Per capire come questi interventi si articolano in un percorso, vale la pena leggere prima il metodo di lavoro e poi le soluzioni già attive su fondi pubblici e privati.
Il nostro metodo passo per passo Soluzioni per archivi e biblioteche